I sindacati di base manifestano in 25 città italiane

 

 

Sabato 4 Dicembre in 25 città d'Italia ci sono state consistenti manifestazioni organizzate da tutto il sindacalismo di base.

 

Il corteo più numeroso si è avuto a Milano, dove partito da Piazza Lombardia i manifestanti hanno attraversato tutto il centro cittadino sino a Piazza della Scala dove si sono tenuti i comizi finali. Alla solita musica giovanile si sono sentiti anche molti canti partigiani.

Criticata fortemente la Regione Lombardia per la recente riforma sanitaria che continua a regalare milioni di euro ai privati e li sottrae alle strutture sanitarie pubbliche. Tra le altre richieste vi è stata anche l'abolizione del ticket sanitario e della Legge Fornero sulle pensioni e il blocco dei licenziamenti e assunzioni per trasporti, sanità e servizi. Si richiede anche il ripristino dell'articolo 18 e no ai licenziamenti green pass.

Tanti gli slogan contro Draghi e il suo governo. Draghi con la legge di bilancio ha svelato la sua natura padronale e reazionaria.

 

Ottima partecipazione anche ai cortei di Bologna dove hanno preso parte una folta rappresentanza di lavoratori dell' Ikea di Piacenza in lotta con Usb contro la decisione della multinazionale di licenziare 120 precari. "Una decisione scellerata che si inserisce nel più ampio progetto Ikea di rendere ancor più precario il lavoro nei suoi magazzini", denuncia in un volantino la stessa Usb.

 

Il sindacalismo di base mostra la sua totale contrarietà alle politiche economiche e sociali del governo Draghi che  colpiscono pesantemente i salariati, i pensionati, i precari, i disoccupati e gli studenti, impoverendo il paese ogni giorno di più. Si contestano le politiche di licenziamento messe in pratica da una classe padronale che delocalizza in paesi con costi del lavoro molto più bassi, con la complicità di un governo che sta affrontando la pandemia in maniera autoritaria e con generale che porta avanti le campagne vaccinali di dubbia efficacia.

 

Non solo, ma si può licenziare con più facilità, nonostante la pandemia, sebbene ridotta, sia ancora in corso.

 

D'altra parte  gli appalti e i subappalti, gestiti spesso dalla criminalità,  vengono favoriti da questo governo.

 

Inoltre, cosa molto grave  le donne sono le prime a essere licenziate e sono le più colpite per salari più bassi di tutta Europa e godono di meno garanzie nei posti di lavoro.

 

Per tutti questi motivi il sindacalismo di base è sceso in piazza e ha dimostrato che una fetta non da poco del mondo del lavoro e' contro Draghi e il suo governo padronale, reazionario e autoritario.

 

 

Circolo Culturale Proletario di Genova

 

5 Dicembre 2021